In questa sezione ho inserito tutti i lavori dell’anno 2023. Sono tutti ispirati alla ricerca di un “fil rouge” che potesse collegare i più disparati argomenti di informatica. Nel mio intento è anche quello di trovare una storia del pensiero informatico che sia facilmente comprensibile e possa aiutare il lettore a fare le seguenti considerazioni:
- le basi fondamentali dell’informatica sono tre: Il calcolo binario, la logica proposizionale e le logic gates;
- la complessità attuale dell’informatica attuale è un ostacolo alla sua diffusione e comprensione e per superare questo ostacolo si impone la necessità di scrivere in un linguaggio semplice e con forti connotazioni storiche che senza togliere nulla alla grandezza dei personaggi che hanno avuto le intuizioni facciano capire che i principi fondanti sono alla portata di tutti;
- alla fin fine, in questo periodo e aldlà della meccanica quantistica, si tratta sempre di 0 e 1.
I lavori che vengono presentati sono diversi tra loro, ma fanno parte della categoria “fil rouge”. Il prmo lavoro è un libro di oltre 100 pagine e l’ho inserito a capitoli separati in formato pdf.
In questa sezione del sito ho intenzione di compattare parti, importanti e fondamentali, di tutti gli argomenti trattati e presenti nel sito in un “libro” dove cerco un “fil rouge” per un approccio più semplice, lineare e comprensibile. Il sito è un arcipelago di informazioni e miei jobs! E’ difficile trovare una via maestra, mentre è facile disperdersi ed essere attratti da alcuni argomenti a scapito di altri scapito di altri.
Come fare per dare la giusta rilevanza ai protagonisti e alle teorie che hanno contribuito alla rivoluzione informatica. L’era informatica è un’era travolgente e piena di eventi straordinari che si accavallano, ma il denominatore comune di tutti questi eventi e personaggi vari va ricercato nel nostro passato e nella nostra cultura, le nostre radici sono lì! Questa è la seconda versione riveduta, corretta e aggiornata.
Possiamo dire che tutto ha inizio co il “maestro di color che sanno” (Inf. IV 131) Dante


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