I MISconcetti al giorno d’oggi
Einstein e i MISconcetti, fino al giorno d’oggi
La scienza è politica?
I paradigmi per classificare cosa si intende per Scienza Moderna
Introduzione di Francis Bacone tratto da “Francis Bacon: il Lord Cancelliere e la moderna immagine della scienza” di Paolo Rossi
La parola scienza ci richiama alla mente le teorie e gli esperimenti, i
laboratori e i premi Nobel, i congressi e le società scientifiche, i manuali e
le riviste specializzate, le accademie e le società scientifiche, le
istituzioni e i linguaggi della scienza.
Ma, quando parliamo di scienza facendo riferimento all’età di Cartesio e di Galilei tendiamo a dimenticare che ciò che noi chiamiamo scienza, nella forma in cui noi la conosciamo non esisteva nella prima metà del secolo XVII.
I due grandi processi storici che hanno dato vita alla nostra scienza, e che i sociologi chiamano i processi di istituzionalizzazione e di professionalizzazione ebbero infatti luogo fra la metà del Seicento e la metà dell’Ottocento. Su quale terreno nacquero questi processi? Che cosa li rese possibili? Come si riunirono spesso al di fuori delle università e in polemica con esse, i gruppi di intellettuali e di tecnici che dettero vita alle prime società scientifiche?

Quando emergono nella storia cose nuove (e la scienza moderna fu una di queste) si verificano spesso mescolanza straordinarie. In questi contesti si parla più spesso del futuro che non del passato. “non interessa ciò che è stato fatto; interessa ciò che si può fare”, scrisse una volta Francis Bacon.
Ed egli paragonò più volte la sua filosofia a un viaggio avventuroso in un oceano inesplorato, ritenne che la sua impresa fosse simile a quella di Colombo. Pensò a sé stesso come ad un araldo, un annunciatore, un messaggero.
A Bacon non può essere attribuita nessuna delle grandi scoperte scientifiche che caratterizzarono la prima modernità. Egli dette però un contributo decisivo alla nascita e all’affermazione di ciò che chiamiamo scienza moderna. Fu il costruttore – senza dubbio il più grande – di un’immagine moderna della scienza. Il suo discorso su questo tema è ampio, articolato, pieno di forza intellettuale, letterariamente efficace.
L’argomento centrale del suo discorso riguarda la funzione della scienza nella vita dei singoli e della società, i valori e gli scopi che devono caratterizzare la conoscenza scientifica.
Se fossi costretto a riassumere in quattro proposizioni il senso della sua filosofia scriverei quanto segue:
- La scienza deve servire non all’arricchimento dei simboli o alla potenza degli Stati Nazionali, ma al benessere del genere umano;
- La scienza è un artefatto o un’impresa collettiva, capace di crescere su sé medesima, volta a conoscere il mondo e a intervenire sul mondo;
- la verità delle proposizioni non ha nulla a che fare con l’autorevolezza di chi le pronuncia;
- il sapere scientifico nasce in contrapposizione alla magia e non è in alcun modo legato a qualche rivelazione o illuminazione.
Credo che la scienza contemporanea ponga molti problemi difficili, ma credo anche che l’immagine della scienza proposta da Francis Bacon quattrocento anni or sono sia andata a costituire una sorta di patrimonio ideale al quale gli europei possono ancora oggi richiamarsi come un valore non rinunciabile.
La scienza è politica?
In questo sito mi sono occupato di MISconcetti per arrivare a definire un metodo per arrivare ad un ”Conceptual Change” scientifico per evitare che si formino mentalità sbagliate ed erratiche nel campo della matematica e delle scienze. Nell’introduzione ho citato sir Francis Bacon che delinea il pensiero scientifico moderno. Prima di arrivare ai giorni nostri, sempre più opachi e incerti dal punto di vista scientifico, ho trovato estremamente istruttivo la contestazione che ha dovuto subire Einstein riguardo alla sua teoria della relatività e al suo essere un fisico di fama mondiale.
Gli esordi della “fisica ariana”
Di seguito le date e l’elenco dell’emanazione delle leggi razziali nella Germania nazista La politica razziale nella Germania nazista si sostanzia nelle specifiche scelte e leggi adottate in materia razziale: esse postulavano la superiorità della “razza ariana” e comportarono una serie di misure discriminatorie, soprattutto nei confronti della popolazione ebraica.
Queste politiche affondano le proprie radici nell’epilogo della prima guerra mondiale, quando le fazioni nazionaliste tedesche, irritate e deluse dalla sconfitta subita, attribuirono la cosiddetta “pugnalata alle spalle” (in tedesco Dolchstoßlegende) della Germania da parte delle potenze vincitrici del pagamento di un risarcimento di guerra estremamente esoso[1], e la ricomparsa nella scena politica tedesca di forze esterne principalmente pacifisti, socialdemocratici, massoni e comunisti, che irritarono la pubblica opinione. Il nascente partito nazista fece leva su questo sentimento per la propria pubblicità politica e successivamente, assunto il potere, lo istituzionalizzò attraverso la pubblicazione delle leggi di Norimberga e l’apertura di campi di concentramento.
- 7 aprile 1933 – Legge per il rinnovo dell’Amministrazione Pubblica.
- 14 luglio 1933 – Legge per la protezione dei caratteri ereditari.
- 15 settembre 1935 – Legge per la protezione del sangue e dell’onore tedesco (Leggi di Norimberga).
- 15 settembre 1935 – Legge sulla cittadinanza tedesca (Leggi di Norimberga)
Einstein godeva in Germania e nel resto del mondo di una grande fama di studioso e scienziato, opinione diffusa anche tra gli scienziati dell’epoca. Il 29 mag 1919 l’eclissi totale del Sole da parte della Luna, fenomeno osservato presso l’isola di Principe (Sao Tomè) consentì all’astrofisico britannico di scattare delle foto che dimostrarono per la prima volta che i raggi della luce si curvano in presenza di una massa come quella solare. Fu un trionfo per Einstein, specialmente negli USA e in Gran Bretagna! Questo fatto infastidì gli accademici conservatori, in particolare Philipp Lenard (1862 – 1947) premio Nobel nel 1905 per gli studi sui raggi catodici. Ma, la campagna contro Einstein era iniziata il 6 ago 1920 con un articolo particolarmente pesante sul quotidiano berlinese Tagliche Rundschau:
“Il signor Alberto Magno è risorto, ha rubato il lavoro di altri e ha matematizzato la fisica a un livello tale che i colleghi fisici sono stati resi ignoranti…..Einstein ha intrapreso una campagna che ha gettato un incantesimo sia sul pubblico sia sui circoli accademici, ma in realtà la relatività non è altro che frode e fantasia.”
Il 27 ago 1920, la prima pagina del Berliner Tageblatt, un quotidiano di ampia diffusione della capitale, riportava la risposta di Albert Einstein: “Sotto il pomposo nome di Arbeitgemeinschaft deutscher Naturforscher [Società di Lavoro degli Scienziati Tedeschi], si è organizzato un variegato insieme di persone il cui scopo sembra quello di screditare, agli occhi dei profani, la teoria della relatività e me in quanto suo assertore…. Ho buone ragioni per credere che motivi diversi dalla ricerca della verità siano all’origine dell’affare. (Se fossi un nazionalista tedesco con o senza svastica, invece di un ebreo con idee liberali e cosmopolite….)”
L’autore dell’articolo denigratorio nei confronti di Einstein era Paul Weyland (1888 – 1972), oscuro pubblicista di estrema destra e abile agitatore politico, uno dei più loschi prodotti della Berlino del primo dopoguerra. Va ricordato che Philipp Lenard aveva iniziato l’opera di demolizione della “fisica giudaica” di Einstein già nell’estate del 1920 nel grande Auditorium della Filarmonica di Berlino che poteva contenere fino a 1600 persone, organizzando una serie di conferenze che denunciavano lo scienziato ebreo come impostore e propagandista. In settembre, in un convegno degli Scienziati e Fisici Tedeschi a Bad Mauheim, ci fu un acceso dibattito tra i due scienziati e Lenard disse che la Fisica doveva essere al servizio dell’uomo e quindi la ricerca doveva portare a risultati pratici, Einstein replicò semplicemente dicendo che compito dello scienziato era quello di ricercare la verità.
Un esempio di politica lungimirante fine della II Guerra mondiale e nascita della potenza tecnologica e scientifica degli USA
Sono stati tempi molto cupi, ma come spiegò molto bene il noto divulgatore Pietro Greco (per questo consiglio vivamente la visione della conferenza “L’Europa e la scienza” reperibile al seguente indirizzo):
le leggi razziali emanate in Germania fecero il più grosso regalo agli USA che potessero immaginarsi! Queste leggi costrinsero gli scienziati, non ariani, e persone con diverse competenze in svariati settori, dalle arti (cinema) alla produzione industriale, ad emigrare in luoghi più sicuri e che permettessero loro di esprimere le loro conoscenze e competenze liberamente. Gli scienziati ebrei e non ariani presenti in Germania in quel periodo avevano reso la Germania la più forte nazione nel campo scientifico e della ricerca (matematica, fisica e chimica), mentre gli USA erano solo agli inizi. Quali errori fa commettere l’arroganza politica!
Pietro Greco, chimico giornalista scientifico e noto divulgatore, esprime un concetto all’apparenza semplice e quasi scontato al giorno d’oggi, ma da studiare con molta attenzione. In Europa occorre adoperarsi per sostenere una diffusa:
CULTURA SCIENTIFICA
In una Europa dilaniata da due guerre mondiali, guerre di religione, avvento di dittature e secoli di oscurantismo la “CULTURA SCIENTIFICA” può essere considerato uno dei collanti della società. Sarà possibile? È opportuno sperarci e lavoraci perché questo accada!!!
Sempre da Pietro Greco: “Manifesto per la rinascita di una nazione “ Sottotitolo Scienza la frontiera infinita ed. Bollati Boringhieri.
Alla fine della II guerra mondiale Vannevar Bush (1890-1974) ingegnere statunitense, pioniere dell’informatica, Vicepresidente del MIT[2], fu a capo dell’Office of Scientific Research and Development durante la II guerra mondiale e con il quale diede inizio anche al “Manhattan Project”.
Nel novembre 1944, nel pieno della guerra, il Presidente degli Stati Uniti Franklin D. Roosevelt pose al proprio consigliere scientifico, Vannevar Bush, una domanda cruciale: in che modo potremo, a guerra conclusa, sfruttare al meglio lo sforzo che stiamo sostenendo nella ricerca scientifica a scopo bellico e tradurlo in benessere per la nazione.

Vannevar Bush rispose al Presidente con la seguente (sintesi) lettera:
“Caro Presidente,
è iniziata la sfida per il futuro. Dobbiamo decidere il ruolo che avrà il nostro Paese nel nuovo ordine mondiale. Se vogliamo che sia di primo piano, come ci compete, dobbiamo puntare sulla scienza, che è la leva per lo sviluppo economico, oltre che per la sicurezza sanitaria e militare delle Nazioni.
Noi non abbiamo un programma nazionale di sviluppo scientifico. Nel nostro paese la scienza è rimasta dietro le quinte, mentre andrebbe portata al centro dell’attenzione, perché a essa si legano le speranze per il futuro.
Non possiamo attenderci che questa lacuna
venga colmata dall’industria privata. L’industria si occupa d’altro. L’impulso
alla ricerca può venire solo dal Governo. È il governo che deve investire molto
di più e molto meglio se vogliamo vincere la sfida del futuro.”
È questa la lettera che Vannevar Bush presentò al Presidente degli Stati Uniti Roosevelt assieme ad un rapporto di settanta pagine intitolato “Science, The Endless Frontier”, (Scienza, la Frontiera Infinita).
Nel giro di breve tempo il Congresso degli Stati Uniti promulgò una legge per finanziare la ricerca nelle università americane e da questo avvenimento iniziò l’ascesa degli USA nella tecnologia e nella scienza. Pragmatismo anglosassone!
Al giorno d’oggi
Siamo arrivati finalmente anche se ho dovuto fare una lunga introduzione! La domanda che mi sono posto è: La Scienza è Politica? Come sapete bene sono partito dai MISconcetti per arrivare ad un Conceptual Change scientifico per evitare che si formino nella testa dei miei studenti, mentalità sbagliate ed erratiche nel campo della matematica e delle scienze. Ma viviamo in tempi incerti con ampie zone di grigio se non di nero scuro, quando mi sono imbattuto in questo scritto della redazione di “Scientific American”[3] tratto da “Le Scienze aprile 2021”:
“Le quattro priorità scientifiche di Joe Biden
Joe Biden e la sua Amministrazione hanno l’enorme compito di rimediare ai danni causati da un predecessore che era ostile alla scienza, ignorava le prove scientifiche, diffondeva teorie del complotto e negava la stessa realtà. Nel frattempo infuria la Pandemia, il Pianeta si sta riscaldando, la fiducia della società è al minimo storico, e una fazione sostanziale di cittadini statunitensi crede alla bugia secondo cui la netta vittoria di Biden nelle elezioni del 2020 sarebbe stata in qualche modo una frode. Per tirarsi fuori da questo abisso ci vorranno anni. Ma c’è molto che la nuova Amministrazione può fare ….. a partire dai provvedimenti trattati nell’articolo:
- Tenere COVID sotto controllo;
- Impegnarsi per il clima;
- Ristabilire la realtà;
- Recuperare la competenza.”
Per maggiori approfondimenti leggere glia articoli pubblicati sulla rivista “Le Scienze” aprile 2021 n. 632.
Nell’anno 2021 è grave dover leggere queste dichiarazioni fatte da giornali che si sono sempre occupati, in modo obiettivo, di scienza e dover osservare il distacco della gente, comune e non, da quella sicurezza che forniva la scienza; scienza che è contestata e vituperata. (vedi no-vax)
Considerazioni e conclusioni
Questa rapida carrellata serve a mettere a punto i seguenti concetti:
- Da più di 400 anni esiste una concezione della scienza moderna, avulsa da religioni e ideologie;
- I MISconcetti sono stati adoperati anche a livello politico fino a causare milioni di morti innocenti. Scienziati assoluti del calibro di Einstein sono stati fatto oggetto di campagne denigratorie affermando falsi paradigmi scientifici;
- Al giorno d’oggi la nazione più forte tecnologicamente e scientificamente ha dovuto un periodo oscuro dominato da perverse ideologie contrarie alla scienza da parte delle sue più alte cariche dello stato.
Le mie più forti raccomandazioni sono quelle di rafforzare il concetto di “CULTURA SCIENTIFICA” e iniziare a ricostruire un processo di CONCEPTUAL CHANGE per cercare di eliminare i MISconcetti e le teorie derivanti da essi.
Non sarà una cosa
semplice perché di “ruggini” se ne sono accumulate tante e sono state
accentuate dalla recente crisi economica che ha messo a nudo tutti i difetti di
un sistema produttivo in molto settori dell’economia obsoleto e sorpassato.
Sicuramente il futuro passa per la tecnologia digitale, ma non tutti sono
preparati o pronti ad affrontarlo. Questo è lo scopo di questo mio grande lavoro
divulgativo per abbattere queste barriere!
[1] La Germania si impegnò a pagare 132 miliardi di marchi oro (6.600.000.000 di sterline) con il Trattato di Versailles (1919), ridotti a soli 3 dopo la conferenza di Losanna del 1932; cifra che, peraltro, il Terzo Reich non salderà mai.
[2] L’Istituto di tecnologia del Massachusetts (in inglese: Massachusetts Institute of Technology, MIT) è una delle più importanti università di ricerca del mondo con sede a Cambridge, nel Massachusetts (Stati Uniti d’America).
[3] Scientific American è una delle più antiche e prestigiose riviste di divulgazione scientifica, pubblicata dal Nature Publishing Group. Fu fondata da Rufus Porter il 28 agosto 1845 durante la presidenza di James Knox Polk ed è pubblicata con cadenza mensile. Il nome è colloquialmente abbreviato in SciAm.



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