Misconceptions 1
I MISconcetti, che d’ora in poi chiameremo semplicemente MIS, fanno parte di quegli argomenti che toccano tutti gli aspetti della vita quotidiana moderna. Cosa sono e come interagscono con la società moderna. Se ne è parlato per la prima volta negli USA dove negli anni 80 vengono pubblicati articoli che analizzano i MIS e cercano una strada, un metodo per correggerli. Ma cosa sono i MIS, i MIS sono “idee errate” o “idee sbagliate” o per la maggior parte dei casi confuse.
an idea that is wrong because it has been based on a failure to understand a situation.
We hopeourwork will help to changepopular misconceptions about disabledpeople. I’d like to clear up the common misconception thatoldworkers don’t know how to use tecnology.
un’idea sbagliata perché basata sull’incapacità di comprendere una situazione.
Ci auguriamo che il nostro lavoro aiuti a cambiare le idee sbagliate popolari sui disabili.
da Cambridge Dictionary
Vorrei chiarire il malinteso comune secondo cui i lavoratori anziani non sanno come usare la tecnologia.
Soffermiamoci su questa definizione: un’idea sbagliata perchè basata sull’incapacità di comprendere una situazione. Sono riportati anche due esempi generici di “idee sbagliate” questo per sottolineare la potenza distruttiva dei MIS.
I esempio:
It’s a common misconception that Americans think only about money
È un malinteso comune che gli americani pensino solo ai soldi
Che cos’è un misconcetto?

Introduzione al misconcetto in matematica
CLASSE DINAMICA
Che cos’è un misconcetto? Che cosa lo distingue da un semplice errore? Perché è importante trovare il modo di risolverlo?
Nelle verifiche formative Tutti Bravi in, uno degli step della
Classe Dinamica, sono proposte attività per spingere bambini e
insegnanti a un confronto e a una riflessione su eventuali misconcetti
sorti durante il percorso di apprendimento, e in Guida si propongono
attività mirate per risolverli.
di Marianna Lorini
Il modo in cui selezioniamo, rielaboriamo e immagazziniamo le
informazioni che provengono dall’esterno è sempre filtrato dal nostro
vissuto. Una stessa scena può essere osservata da diversi punti di
vista, così come una stessa frase può essere interpretata in modo un po’
diverso in base al bagaglio culturale ed emotivo di chi ascolta.
L’esperienza dell’insegnamento avviene secondo lo stesso schema:
qualcuno descrive un oggetto, un evento, un argomento e qualcun altro lo
interpreta, lo filtra e lo rende parte del suo bagaglio culturale.
Quando un insegnante spiega un argomento ai suoi studenti, sceglie le
parole e le modalità che ritiene adatte a rendere la presentazione il
più possibile chiara, accattivante, ugualmente interpretabile da chi
ascolta.
Nonostante questo, può accadere che nell’applicazione del nuovo
argomento lo studente commetta degli errori. Spesso non si tratta di
mancanza di conoscenza o di abilità, soprattutto in matematica. In
matematica alcuni errori, sistematici, sono dovuti a interpretazioni
personali di quanto spiegato. Questi errori sono chiamati in letteratura
inglese misconception, o misconcetti in italiano.
Può capitare per esempio che uno studente svolga in modo errato una sottrazione.
L’insegnante può attribuire l’errore nello svolgimento del calcolo alla
mancata acquisizione della procedura corretta, oppure a una distrazione o
a una dimenticanza. Quando l’errore però si ripete, lo studente compie
un errore sistematico, che potrebbe essere frutto di una interpretazione
della procedura standard.
I ricercatori Brown e Burton propongono un esempio molto significativo:
Johnnie sottrae 284 da 437 e ottiene 253.
437 – 284 = 253
A prima vista potrebbe sembrare che Johnnie abbia sottratto
correttamente le unità, poi abbia sottratto correttamente le decine,
chiedendo un prestito alle centinaia, ma che poi si sia dimenticato del
prestito e abbia sottratto le centinaia senza considerarlo.
L’insegnante commenta così l’operazione, segnalando a Johnnie che ha
dimenticato di sottrarre 1 dalla colonna delle centinaia. Johnnie
tuttavia non comprende il commento e svolge in modo scorretto altre
sottrazioni.
Il motivo è che Johnnie, quando esegue una sottrazione, sottrae sempre
la cifra minore da quella maggiore, indipendentemente dalla posizione.
Quindi, nell’esempio sopra citato, aveva sottratto correttamente le
unità, ma per le decine aveva sottratto 3 da 8, invece di 8 da 13, non
prendendo quindi in considerazione il prestito al momento di sottrarre
le centinaia.
In questo caso, è fondamentale per l’insegnante capire quale misconcetto
sia alla base degli errori, per poterli risolvere facilmente.
Nell’esempio di Johnnie il misconcetto è frutto di una errata interpretazione, ma anche alcune modalità di presentazione di un argomento o il significato che determinate parole assumono nel linguaggio quotidiano possono contribuire alla creazione di misconcetti.
Un esempio di misconcetto legato al modo in cui viene presentato un
argomento riguarda la moltiplicazione: nel pensiero comune il prodotto
di due numeri è sempre maggiore dei due fattori. Probabilmente questo
dipende dal fatto che la moltiplicazione è presentata come addizione
ripetuta, all’interno dell’insieme dei numeri naturali. Quando però la
moltiplicazione coinvolge, per esempio, almeno un numero decimale (3 ×
0,5), il pensiero comune viene a cadere.
Un esempio di misconcetto nato dalla mescolanza di linguaggio quotidiano e linguaggio della matematica è il concetto di spigolo. Quando diciamo ai bambini di non correre in classe perché potrebbero farsi male cadendo sugli spigoli dei banchi, intendiamo comunemente la parte appuntita del banco. Non possiamo poi meravigliarci se i bambini mostrano confusione e difficoltà ad apprendere il concetto di spigolo quando, durante una lezione di geometria, spieghiamo loro che lo spigolo è uno dei lati dei poligoni che costituiscono un poliedro.
Per prevenire o sciogliere i misconcetti è possibile lavorare almeno su due fronti.
Da un lato è possibile cercare di prevenire i misconcetti durante la
spiegazione di un nuovo argomento alla classe, per esempio presentando
lo stesso concetto in più contesti.
Dall’altro è importante cercare di parlare con il bambino e di
osservarlo, per capire il ragionamento cha ha seguito e, se necessario,
fornirgli ulteriori spiegazioni o strumenti.
Non dobbiamo spingere i bambini a non commettere errori, ma a imparare da essi.
Bibliografia
- Demarchi P.E., (2014) Matematica e Dsa: emozioni e convinzioni
- D’Amore B., Sbaragli S., (2005) Analisi semantica e didattica dell’idea di “misconcezione”. La matematica e la sua didattica. 2, 139-163
- Marchini C., (2008) Misconcezioni in aritmetica
- Sbaragli S., (2012) Il ruolo delle misconcezioni nella didattica della matematica
- Sbaragli S., Santi G., (2011) Le scelte dell’insegnante relative al concetto di angolo
- Piochi B., (2005) Metacognizione e insegnamento della matematica
- Zan R., (2007) Difficoltà in matematica: Osservare, interpretare, intervenire, Springer
- Zan R., (2008) I misconcetti

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Per parlare di come affrontare questa nuovo modo di vedere e di pensare vi presento due articoli che ho presentato ai convegni di DIDAMTICA il 2016 e il 2018. Sono articoli interessanti, ma secondo la mia opinione non compresi fino in fondo, saranno presenti nel sito come MISCONCETTI 2 e 3. Non saranno letture facili, ma non impegnative! Il testo degli articoli è molto sintetico, come richiesto tra l’altro nei convegni!!!

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